Limpidia, un progetto per riflettere sull'inquinamento del mare

 

Sono iniziate oggi le escursioni per i bambini delle 4° elementari che partecipano al progetto Limpidia ideato da GV3 al fine di accrescere la sensibilizzazione circa la dispersione dei rifiuti in mare.

Nelle scorse settimane, i bambini delle scuole Paradiso, Bozzano e Tuturano, hanno avuto modo di incontrare i volontari della GV3 per riflettere insieme su quanto ciascuno di noi può fare per Ridurre, Riutilizzare, Riparare e Riciclare ciò che è destinato a diventare rifiuto. I bambini hanno anche scoperto come alcune azioni ordinarie come il lavaggio dei capi sintetici, l’utilizzo di detersivi o prodotti cosmetici di un certo tipo, come anche lo stesso consumo degli pneumatici delle auto, producano un inquinamento molto pericoloso delle acque marine.

 

L’escursione in spiaggia ci fa scoprire cosa il mare restituisce durante le mareggiate. Stamattina, i bambini hanno cominciato ad osservare oggetti, soprattutto di plastica, non necessariamente abbandonati dalle navi o dai turisti estivi. Si stima infatti che l’ 80% dei rifiuti presenti in mare siano prodotti a terra.

Oggetti particolari hanno incuriosito i bambini che hanno conteggiato, fotografato e, provvisti di appositi guanti, ne hanno anche raccolto e catalogato diversi campioni con l’idea di elaborarli ed esporli durante la mostra che si terra’ dal 7 al 9 giugno nell’ambito dell’evento “Conoscersi in Regata” sul Lungomare di Brindisi.

   

Nei prossimi giorni, oltre alle uscite in spiaggia, i ragazzi saranno impegnati in escursioni in barca, dove cominceranno ad apprendere i primi rudimenti del governo di un’imbarcazione a vela. Questo dara’ a loro modo di prelevare dei campioni di rifiuti anche durante la navigazione.

Per sottolineare l’importanza della tematica, GV3, grazie soprattutto alla collaborazione degli esperti dell’ENEA di Brindisi, ha organizzato un convegno per illustrare ed avviare un dibattito sulla criticità della dispersione della plastica in mare. Soprattutto quella che, a causa della sua dimensione (microplastiche), è oramai entrata nella catena alimentare marina.

 

 

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